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Un incontro inaspettato

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Gli avventurieri e gli ospiti decidono di concludere la giornata con un meritato riposo, mentre Kirsul volontariamente propone per il primo turno di guardia.
Il paladino, nel religioso silenzio della foresta, decide di meditare e pregare al proprio Dio, davanti al fuoco e alla luna splendente della notte.
Ma, passate alcune ore, il freddo incombe sulle spalle del cavaliere e le sue forze iniziano a cedere, decide dunque di svegliare Alunjs per il cambio della guardia.
Entra nella tenda senza badare al peso dei suoi passi o il tintinio di ogni placca della sua armatura che fragorosamente risuonano nella notte.
La scuote la ladra dormiente per le spalle, che si agita pigramente credendo di sognare, ma tristemente capisce presto che il Kirsul la sta svegliando bruscamente nella realtà.
Lui chiede il cambio di guardia, e lei, con amarezza, accetta.

Con qualche sbadiglio consecutivo che non le permettono di svegliarsi del tutto, Alunjs esce dalla tenda, e piena di nostalgia dell’accogliente tepore che ha appena lasciato, si avvicina davanti al fuoco per cercare un aiuto contro la gelida notte.
In una notte silenziosa, immersi in un fitto bosco che allunga l’oscurità anche a fronte di una luna cristallina, Alunjs decide in solitudine di utilizzare la sua tavoletta ouija per tentare di far luce in uno dei tanti dubbi che accompagnano da quando sono arrivati in questo strano mondo: il volere di Strahd e la verità dietro Tatyana Federovna.
Decide dunque di contattare quest’ultima, mentre il fuoco davanti a lei si sta spegnando.

La luce è ormai fioca, tiene la tavoletta in mano, chiude gli occhi, avvicina la bocca alla tavoletta per sussurrare: “Tatyana…
Un gelido vento si solleva.
Tatyana ho bisogno di parlarti, sei qui?
Tra le sue mani la tavoletta vibra e il dente indice delle risposte si sposta confermando la presenza dello spirito “Yes
La ladra continua con coraggio: “…Conosci il collegamento tra te, Tatyana, e Ireena
Il dente si scivola su “No

ouija

Il vento gelido si solleva in modo violento, e Alunjs percepisce come una carezza nel viso.
Sussulta, si spaventa, lascia la tavoletta e perde la concentrazione.
Il vento si calma, il fuoco si affievolisce sempre di più, la foresta è silenziona, non si percepisce nemmeno un animale, Alunjs si alza, sgranchisce le gambe.

Fa due passi, si allontana brevemente dall’accampamento e indirizzandosi verso il bosco, lasciandosi sempre di più la debile luce del falò, sente un gorgloglio rognoso, senza comprenderne la natura.
Spaventata corre verso Theredas, lo sveglia, chiedendogli di seguirla verso l’origine del suono.
Controvoglia Theredas scende dall’albero su cui dormiva, e segue Alunjs nuovamente ormai lontana dal campo.
Raggiunta la ladra anche lui con le sue acute abilità da elfo, sente un rumore di foglie smosse seguite da un grugnare minaccioso.
Theredas propone di svegliare qualcun’altro del gruppo, tutti tranne Glynda: teme l’ira della nanna svegliata nel bel mezzo del suo sacro riposo notturno.
Dunque la scelta cade su Kirsul.

Il paladino, che dormiva indossando l’elmo, trasmette tutta la sua contrarietà dall’essere svegliato poiche aveva appena preso sonno: “Perché disturbate il mio riposo, andate a svegliare il giocoliere di ossa piuttosto!

Alunjs sveglia Tak, che in preda alla confusione della notte agita il suo bastone per aria, centrando in testa la ladra procurandole una grossa ferita sul capo.
Con le lacrime agli occhi e la mano sul capo, spiega la minaccia e dunque prega di accompagnarlo verso bosco.
Il ranger suggerisce di svegliare la nana, lasciando a lui le sorti del risveglio.

Tak, con furbizia, manda Abominabunny a svegliare Glynda, che con foga si insinua nella tenda, ma stizzito dall’odore dei piedi corre verso il viso che inizia a leccarle il naso, insanguinandole tutto il viso.
La nana inizia a sorridere per il solletico, che termina immediatamente quando percepisce il forte alito del coniglio.
Infuriata, sbatte fuori dalla tenda l’animale con un calcio urlando “Taaak!” e uscendo dalla tenda vede i suoi compagni in assetto d’attacco.
La ladra giustifica il risveglio di Glynda, che ascolta distrattamente occupata a cercare qualcosa da mettere sotto i denti.

boccale_birra

Vi aiuterò volentieri se mi concedi gentilmente il tuo boccale magico, ho bisogno di rinfrescarmi con una ottima birra!” esclama la nana.
Alunjs dunque estrai dalla borsa il boccale magico che trasforma l’urina in birra, e lo porge alla guerriera, che lo afferra con entusiamo portandolo con se dietro un albero per compiere la magia.
Dopo aver svuotato il boccale senza aver preso fiato, Glynda ringrazia la ladra donandole la sua armatura di vetro che permette di camminare nei vulcani… ma non nella lava!

In ordine: Kirsul, Glynda, Alunjs, Tak e Theredas si incamminano in modo cauto verso l’origine della minaccia.
Il paladino cerca di scrutare ogni minimo rumore, compreso quelli che non consce, dovendosi basare solo sui racconti di alunjs.
Ma ad un tratto sente il ringhio, che fa calare un gelido e paralizzante silenzio su tutta la compagnia.
Theredas e Glynda sembrano percepire quell’atmosfera gelida più degli altri, come una mano fredda li sfiorasse lungo su tutta la schiena, trasmettendo in loro una enorme sensazione di paura.
L’elfo terrorizzato si chiede cosa stia accadendo.

Il ringhio sparisce, il vento si alza nuovamente, una figura si palesa davanti al gruppo, un essere apparentemente perfetto, statuario, come fatto di marmo.

apparizione_strahd

Glynda lo schernisce, ma all’improvviso una presenza, come una mano fantasma, stringe il collo della nana per poi, lasciandola senza respiro.
La figura parla: “Stranieri, come vi trovate a nella mia terra? Lasciate che mi presenti: sono Strahd von Zarovich, e voi avete qualcosa che mi appartiene!
Alunjs terrorizzata balbetta: “Il boccale ce l’ha la nana!
Irritato, Strahd fa inginocchiare la ladra con la sola imposizione delle mani, l’elfa sconvolta e dolorante non può ribellarsi.

incontro_strahd

Strahd continua: “…dicevo, voi avete qualcosa che vi appartiene…
La nana incalza: “Vuoi sicuramente la tizia con i buchi nel collo!
La figura dal volto marmoreo si avvicina immediatamente a lei, velocissimo come se fluttuasse, trasmettendo in Glynda un senso di angoscia: nella sua mente riaffiorano dei ricordi d’infanzia, apparentemente piacevoli, macchiati poi da ipotetiche tragedie e spargimenti di sangue dei suoi simili e dei suoi cari.
Lei, come si chiama…?” ribadisce Strahd.

Kirsul: “Sei una persona malvagia!
Io?” rivolgendo Strahd una sguardo quasi stupito al paladino “Tu che bruci corpi solo perché non credono nel tuo stesso dio
Il paladino sicuro di se: “Agisco per un bene superiore
Strahd ridacchia: “Siamo molto simili, ma hai mai detto ai tuoi amici per quale motivo non togli mai il tuo elmo?
Per un sortilegio” risponde Kirsul con un filo di voce.
Un sortilegio eh… morirai prima!” e mentre Strahd balza velocissmo sul Paladino, Theredas lo schernisce: “Non puoi farci nulla, tu sei da solo noi siamo in gruppo!
Strahd si avvicina al ranger, che lo sovrasta in altezza.
Gli trasmette angoscia, e dalla vicinanza sente l’odore di morte proveniente dalla sua bocca: come per la nana, inizia a rivivere l’immagine della sua città elfica, ma distrutta, decadente e in fiamme.
L’elfo si sente vinto e senza speranza
Hai mai assaggiato il sapore del tuo sangue? Chissà di cosa saprà? Sicuramente nella mia bocca sapra di miele!” von Zarovich lo minaccia.

strahd_theredas

Urla: “Adesso basta! Consegnatemi la donna!
Kirsul: “Non abbiamo modo!
Strahd appare esasperato: “Siete proprio sicuri di tornare a casa? Non siete nel vostro mondo paladino, siete ospiti a casa mia… Ora posso dire che siete ufficialmente entrati nel mio gioco!” Von Zarovich sparisce, lasciando al suo posto un gruppo di creature zombie pronte a divorare il gruppo.
La compagnia sorpresa e ancora scioccata dall’incontro, impugna le armi pronti a stanare le creature.

lotta_zombie

La nana sferra il primo attacco e Kirsul la segue, colpendo di netto un braccio di una delle creature, tranciandoglielo.
Theredas utilizza il suo marchio del cacciatore, che non da meno dei suoi compagni, con una raffica di frecce termina una delle creature.
Uno degli zombie all’attacco della ladra, la destabilizza, mentre un secondo la colpisce centrandole nel petto.

Un’altro prende Tak violentemente per i vestiti colpendolo violente al viso.
Il warlock risponde con deflagrazione occulta, che colpisce in pieno lo zombie, facendolo traballare.
Il coniglio lo segue, saltando e addentando il viso della creatura che inizia a sbranarlo aprendogli completamente il viso.

La nana carica il suo martello, per poi scaraventarlo pesantemente sul cranio di una delle mostruosità, rendendola definitivamente in poltiglia.
Kirsul agita la sua spada per finire una seconda creatura tagliando il corpo in due.
L’elfo insiste con una sua freccia spezzado in due uno degli zombie, che cade a terra morto.
Tak aiuta la ladra in difficoltà trovandosi circondata da due zombie, e con il suo raggio violaceo, generata da un esecuzione di deflagrazione occulta, e il morso violento di abominabunny, rende in fin di vita la creatura, lasciando la ladra stessa il colpo finale.
La seconda creatura colpisce violentemente la ladra, facendola cadere a terra, rendendo la situazione critica.
Tak reagisce con un colpo critico, vendicando lievemnte la ladra, mentre l’elfo, più consistentemente, scocca la freccia decisiva che disintegra lo zombie.
Sull’ultima creatura Glynda distrugge una clavicola, percependone il rumore dell’osso tritato, ma kirsul lo finisce, facendo tornare la calma notturna nel bosco.

Il gruppo si riunisce attorno alla ladra in fin di vita, ma l’elfo con le sue abilità guarisce alunjs, che ringrazia theredas.
Cercano di fare il punto sull’accaduto e sull’incontro di Strahd, ma nel mentre vengono raggiunti da i due ospiti, rimasti indietro nell’accampamento.

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Kirsul li aggiorna sull’incontro appena avvenuto, dicendo a Ireena che lui la stava cercando.
Lei sconvolta, deduce che Strahd li sta seguendo, e propone di affrettarsi a raggiungere Vallaki.
Il sole sorge, Tak propone di seguire il suggerimento di Ireena, raccogliere le proprie cose e raggiungere la città, che si trova a mezza giornata di cammino dall’accampamento.
Tristi, feriti, graffiati nel corpo e nell’anima, alcuni pensano alla propria città di origine ormai morente, altri ai propri antenati morti, qualcuno in particolare alla fede che tanto predica pensa se sia ancora così forte.
I passi si fanno pensati, fino a quando all’orizzonte appare nella nebbia dei contorni, dei tetti e mura di cinta.

Vallaki è li ad accoglierli.

vallaki