Un grattacapo alla Pescheria
Sessione
Ogni membro della compagnia è nata e cresciuta nell’Isola di Kortos, situata nel mondo di Golarion.
In particolare nella città di Otari, troviamo i fratelli Rolf e Rolfa, due barbari che rubacchiano qua e la.
Il paladino Kirsul, valoroso cavaliere dal cuore nobile.
La chierica Losse è cresciuta diffondendo le sue abilità curative presso le donne levatrice e che prestano il proprio aiuto.
L’elfo Theredas, che ha vissuto i suoi 113 anni nelle foreste cacciando goblin lontano dalle città, e godendo nel farlo.
Il villaggio è conosciuto per il suo pesce e i suoi taglialegna, fornendo legname per i paesi vicini, sfruttando sistemi ingegneristici avanzati come il canale di Otari.
Fu fondata da un gruppo di ex avventurieri: i Roseguard. Questi dopo aver perso uno dei suoi membri, Otari Ilvashti, si stabilirono in questa terra dadogli il nome Otari, in suo onore.
Il gruppo è cresciuto con storie di guerrieri leggendari, draghi e maghi, ma per loro non sono state altro che storie… Fino a quel giorno!
Alla Pescheria di Otari è accaduto qualcosa: una bestia sta divorando i pesci sottosale, e il popolo ha paura che questa creatura possa uscire e aggredire il villaggio.
La proprietaria Tamily Tanderveil, manda una lettera al gruppo con la richiesta per cacciare via questa creatura, gli avventurieri avranno il coraggio di affrontare la bestia?
Il primo a presentarsi davanti alla Pescheria è Rolf, che orgogliosamente si vanta con Tamily di essere capace di uccidere subito la bestia.
Losse è la seconda ad arrivare, e dopo aver ascoltato il barbaro, dissuade subito la proprietaria consigliandole di non fidarsi del primo arrivato.
Un rumore di stivali pesanti precedono l’arrivo del paladino Kirsul, che si presenta subito al servizio della sua richiesta.
Rolfa raggiunge il gruppo, e con il piatto dell’ascia colpisce il fratello Rolf “Questo è per lo sgambetto di prima!” vendicandosi del gesto subito poco prima dal fratello mentre raggiungevano di corsa la pescheria.
Rolf ride fragorosamente “Ahahahah, dovevi vedere la tua faccia!”
Subisce un altro colpo dalla sorella.
L’ultimo ad arrivare è l’elfo Theredas che con un passo felpato e voce calma, si presenta offrendo al servizio di Tamily le proprie abilità di elfo.
Tamily spiega che da giorni non scende più nel seminterrato: quando ha notato che tutte le sue scorte erano state mangiucchiate da qualcuno, spaventata, è scappata via e non ha più fatto accesso al piano inferiore.
Promette di dare 100 monete a testa ad ognuno a lavoro completato.
Ma prima di procedere offre il pranzo con una sua specialità: polpette di pesce, vino e filetti di salmone.
Rolf tenta di rubare del salmone dal piatto della sorella, ma senza successo e subendo un ennesimo colpo di piatto di ascia da parte della sorella.
Rolf con la bocca piena: “Tamily è la prima volta che qualcuno venga a mangiare le riserve?”
“No, ma tutto è cambiato dalle notizie relative a pallida luce, a quelle ombre che sono state avvistate… ma… non vorrei crederci… sono passati 500 anni…” risponde con incertezza la piccola ragazza.
La leggenda di pallida luce, raccontata attraverso una filastrocca:
“Con le nebbie ormai scese
e la Luna più truce,
or che dorme il paese,
splende Pallidaluce!e divora di notte
e dei bimbi, funesta,
lascia solo ossa rotte.Se però mi ubbidisci
e le regole ascolti,
di Belcorra capisci
ch’ella assalta gli stolti!”
Ma nessuno riconosce questi versi.
Concluso il pranzo, la giovane halfling da al gruppo la chiave del seminterrato, che si avvia per affrontare la missione.
Il seminterrato è umido e pieno di casse contenente pesce sottosale, qualcuna rotta, ma inevitabile da notare la voragine nella parete, dove l’unica certezza è una via buia e incognita dove conduce.
Losse tenta di decifrare la stanza ma senza trovare alcuna traccia rilevante.
Rolf prende un pezzo di pesce consumato e cerca di analizzare i morsi per risalire alla tipologia di creatura che lo ha addentato.
Kirsul in un angolo della stanza trova le impronte di diverse zampette, accompagnate da escrementi di topo.
Immediatamente dopo, il gruppo viene assalito da uno sciame di topi più grandi di 90cm, che iniziano ad attaccare il gruppo, dove in particolare si accaniscono il paladino.
Theredas con una precisa freccia uccide il primo.
La chierica invoca il suo Dio in aiuto per potenziare il suo colpo, ma senza successo.
Rolf trancia di netto la coda di uno dei topi, che squittisce di dolore, per poi caricare un secondo colpo di ascia e abbaterla sul dorso della creatura, uccidendolo e aprendolo in due.
Uno dei topi sopravvisuti assalta e morde Rolfa, causandole una importante ferita, ma la guerriera risponde vendicandosi uccidendo la creatura.
Il fratello barbaro, prende a mani nude l’ultimo topo, e vantandosi della sua forza con la sorella, gira la testa della bestia e lo uccide.
Cala il silenzio, davanti a loro il buio proveniente dalla voragine nella parete, li chiama ad affontare nuovamente l’incognito.
Il gruppo entra in questa galleria, apparentemente senza fine, che conduce i guerrieri sempre più nelle profondità di Otari.
Il cammino viene interrotto da una profonda voragine alta 6 metri.
Rolfa utilizza le sue tecniche di scalata per scendere in sicurezza, ma perde la presa e cade subendo delle ferite.
Il fratello invece scende con più facilità, rinfacciandolo chiaramente alla sorella, che risponde lanciando un’occhiata minacciosa.
Losse utilizza una corda ma perte la presa, Rolfa la prende al volo.
Anche Kirsul nel suo tentativo scivola, e Rolf, nell’imitare la sorella, cerca di prendere il paladino, ma dato il peso dell’armatura il barbaro viene travolto.
Theredas grazie alle sue abilità elfiche, conclude la discesa in estrema facilità.
Davanti alla compagnia adesso incombe solo l’oscurità delle profondità di Otari, che genera in loro un brivido lungo la schiena, ma che non cancella la forza di affrontare tutte le difficoltà che il sottosuolo nasconde.






