Arrivo a Vallaki
Tragitto della compagnia
Sessione
La compagnia si trova sul tragitto per raggiungere la città di Vallaki, prevedono di raggiungere le porte a breve.
Kirsul chiede a Ismark e a Ireena qual è il luogo esatto che i due fratelli devono raggiungere.
Ismark pensa di andare alla Chiesa di Sant’Andral, pensando di trovare qualcuno che li protegge, oppure in alternativa andare dal Borgomastro.
Kirsul suggerisce di diventare paladino, ma Ismark confessa che avrebbe preferito vivere nel Villaggio di Barovia con la propria famiglia.
Ireena sottolinea che il fratello non è nato per combattere, lui è un uomo di pace.
Il freddo inizia a diventare pungente, fino ad intimorire le ossa, nonostante il giorno si faccia sempre più luminoso.
Tak, come sua nota curiosità, chiede chi sia il Borgomastro.
Ismark rivela che è un uomo molto potente, il Barone Vargas Vallakovich e la moglie Lydia Petrovna, governano su Vallaki da molti anni, e ultimamente organizzano molte feste senza un reale motivo.
“Feste? Che tipo di feste?” chiede il paladino in tono sorpreso.
“Si pensa che voglia esorcizzare la presenza sinistra di Strahd von Zarovich nella regione…” rivela Ireena in tono dubbioso.
Il gruppo raggiunge finalmente le porte di Vallaki, ma una guardia presente sul posto, li ferma: “Altolà, cosa vi porta a Vallaki, siete qui per la festa?”
Il gruppo risponde timidamente di si, tranne la chierica che esclama: “Siamo qui per gli esorcisti!”
In modo minaccioso la guardia risponde: “Di quali esorcismi parli?”
Losse con pazienza spiega: “Sembra che qui si percepisca un’atmosfera strana, inquietante…”
La guardia esclama “Guarda donna, qui non ci sono diavoli!”, i suoi occhi poi cadono sul coniglio e di colpo si riempiono di inquietudine “Cosa diavolo è quella creatura!”
Tak ridachia e cerca di rassenerare la sua angoscia: “Cosa c’è da preoccuparsi, non è sangue… È marmellata di fichi!”
La guardia continua a chiedersi chi sono queste figure così strane.
Nonostante le voci nella regione dei villaggi attaccate da esseri non morti, la guardia decide di far passare il gruppo non prima chiedendo dove passeranno la notte.
“La Chiesa di Sant’Andral!” fa sapere il paladino.
Il gruppo percepisce il ciò che bisbiglia la guardia: “…Così saranno problemi per fratello Lucian…”
Il gruppo entra in città, e notano subito che a differenza della decadenza mostrata nel Villaggio di Barovia, Vallaki appare fiorente e ben tenuta, come se non soggetta agli attacchi di cui si parla tanto nel resto della regione.
Entrando dall’ingresso est, raggiungono facilmente la chiesa a pochi passo dall’ingresso.
Giunti sul luogo, vedono molte persone che escono.
Il gruppo entra e incontrano un uomo che li accoglie: “Buongiorno ben arrivati! Cosa vi porta a Vallaki?” Glynda: “La festa ovviamente! Avete della birra?”
L’uomo: “Salve sono Padre Lucian, mi dispiace ma non gestisco la locanda dell’acqua blu presente in questa città, e non frequento nemmeno questi luoghi.” Un bambino corre lungo la navata per raggiunge il prete, e urla: “Padre Lucian, Millivoj vi stava cercando!” Lucian accoglie il bambino con un grosso sorriso: “Certamente, riferisci pure di venire qui da me”
Il bambino va via con la stessa velocità con cui è arrivato.
Il gruppo recupera l’attenzione del sacerdote: “Cerchiamo un posto dove alloggiare” Ismark a questo punto, cerca di presentarsi a Padre Lucian, raccontando la sua storia.
“Purtroppo sono costretto a mandarvi daL Barone, questo luogo non è più sicuro” il prete taglia corto. La chierica cerca di persuadere il prete, senza successo, l’uomo non rivela altro sui problemi della chiesa.
Il bambino ritorna: “Padre Lucian, ecco Millivoj”
Il prete questa volta, trattiene il bambino per poterlo presentare: “Questo birbante si chiama Yeska, purtroppo è orfano e io l’ho preso in cura”
Millivoj a riguardo, fa un cenno guardando nel nulla, come se anche lui avesse lo stesso passato.
Il prete presenta anche Millivoj, spiegando che è il suo fidato assistente.
Il bambino si dilegiua, Millivoj lo segue.
Padre Lucian spiega chiaramente che non può dare alloggio visti i problemi, ma si offre ad accompagnare i fratelli dal Barone.
Mentre per la compagnia, sugggerisce di andare alla locanda per rilassarsi, guardando gli elfi poi, dice che una celebrità “Rictavio” li aspetta, raccomandando che è il prete che li manda. Kirsul prima di andare chiede se può rifornirsi di acqua santa, il prete acconsente sorridendo.
Il gruppo si divide, Ismark rammaricato si augura di incontrare presto il gruppo, ma prima di andare dona un sacchetto consistente a Losse: “Grazie, grazie a tutti, questo è tutto quello che possiedo…”
Irina ha gli occhi lucidi, una lacrima scorre sulla guancia, ringrazia il gruppo e abbraccia glynda, che in modo infastidico la spinge via frettolosamente.
Guardando i fratelli andare via, la compagnia sentono che manca qualcosa, o come un nodo mai sciolto.
Il gruppo si incammina fino a raggiungere la locanda suggerita dal sacerdote. Entrando, vedono molte figure occupate a cenare e a bere, risate sonore risuonano tra le pareti del locale, i profumi delle pietanze riempiono le narici, che dopo un lungo viaggio, si preparano a rilassarsi con un pasto caldo e un bel boccale di birra.




